XVI congresso, mentre parla Brahim Gali

Il XVI Congresso del Fronte Popolare per la Liberazione di Saguia Al-Hamra e Río de Oro (POLISARIO) si è concluso questo venerdì dopo aver approvato la Commissione delle Lettere e Raccomandazioni, la Dichiarazione Finale, le nuove proposte di modifica della Costituzione e il Programma d’Azione Nazionale. I delegati hanno sottolineato che i Sahrawi affronteranno l’occupazione marocchina anche se sono in inferiorità militare.A questo proposito, sono stati approvati i modelli delle lettere e delle raccomandazioni, comprese quelle rivolte all’Esercito popolare di liberazione saharawi (ELPS) e ai prigionieri politici saharawi, nonché agli alleati e alle entità internazionali. Allo stesso tempo, la commissione ha approvato le raccomandazioni presentate ai congressisti, tra le quali spicca quella che affronta il ruolo dei giovani e l’importanza dell’unità nazionale. Analogamente, i rappresentanti hanno dato il via libera a maggioranza assoluta alle proposte di modifica della Magna Carta, che sono state emanate dal Consigliere legale del Governo. Allo stesso modo, è stato approvato il Programma d’azione nazionale precedentemente presentato alla Conferenza preparatoria nazionale, che comprende diversi settori chiave come quello militare, politico, informativo e diplomatico. Da parte sua, il segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Gali, ha fatto riferimento alla possibilità di una soluzione negoziale sottolineando che i sahrawi “non hanno mai chiuso la porta al negoziato e a una soluzione politica e pacifica del conflitto. Ma purtroppo il nostro avversario non ha quella stessa posizione”. A sua volta, ha denunciato il sostegno del governo spagnolo al Marocco affermando che “per noi è il secondo tradimento del popolo saharawi in meno di 50 anni. Purtroppo non è quello che si aspettava il popolo saharawi, è frustrante”. Riguardo alla guerra, Gali ha sottolineato che “c’è uno squilibrio di forze, un movimento di liberazione nazionale e un esercito di invasione dotato di tutti i mezzi, ma ci adatteremo gradualmente alla domanda e alla nuova situazione che il tipo di guerra che stiamo affrontare richiede. ”.

È stato rieletto Ibrahim Ghali alla carica di segretario del Polisario. Lo ha pubblicato l’agenzia stampa saharawi. Nel campo profughi di Dakhle, a 170 km a sud della città algerina Tindouf, si è tenuto il 16esimo congresso del Fronte che si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale dall’occupazione marocchina. Al voto per l’elezione del nuovo segretario hanno partecipato 1890 delegati. Ghali ha ottenuto il 69% delle schede, mentre Bashir Mustafà ha ottenuto il 31% dei voti. Ghali ricopre la carica dal 2016. Il Marocco occupa l’80% dell’ex colonia spagnola dal 1976 e nel 1991 è stata firmata una tregua per lo svolgimento di un referendum sull’autodeterminazione, ma Rabat si è sempre opposta. Nel 2020 l’esercito marocchino ha costruito una strada di collegamento con la Mauritania occupando un altro corridoio assegnato alla missione ONU. Il Fronte Polisario ha dichiarato conclusa la tregua e la ripresa della lotta di liberazione. L’inviato dell’ONU, De Mistura, non è riuscito finora a stabilire un tavolo di trattativa per la tenuta del referendum. Il governo di Rabat vuole concedere soltanto un’autonomia amministrativa sotto la sovranità marocchina.

Il Fronte Polisario è stato fondato nel 1973 con l’obiettivo di combattere l’occupazione marocchina comandata dalla Spagna. Il 20 maggio 1973, a soli dieci giorni dalla sua fondazione, il Fronte Polisario svolse la sua prima azione armata contro il colonialismo spagnolo. L’obiettivo era la stazione di polizia di El Janga.



Il Fronte Polisario nel 1973

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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