Alternative für Deutschland (AfD) rivendica la possibilità di guidare il governo della Sassonia-Anhalt dopo il risultato ottenuto alle elezioni regionali.


Secondo le prime proiezioni, il partito avrebbe raccolto tra il 44 e il 44,5% dei voti, affermandosi come prima forza politica nella regione.


La co-leader di AfD, Alice Weidel, ha definito il risultato «storico», sostenendo che dalle urne sia arrivato un mandato chiaro per la formazione del nuovo governo regionale.


Il risultato della Sassonia-Anhalt rappresenterebbe così un’affermazione di particolare rilievo per AfD e aprirebbe ora la delicata fase politica successiva al voto, a partire dalla possibilità concreta di tradurre il successo elettorale nella guida dell’esecutivo regionale.


Ma dietro il successo elettorale resta un dato politico che non può essere ignorato: l’avanzata di una destra radicale nella quale trovano spazio posizioni e ambienti accusati di nazionalismo estremo e nostalgie neonaziste.


È anche il fallimento degli establishment europei. Per anni centrodestra e centrosinistra hanno governato alternandosi, spesso proponendo politiche sempre più difficili da distinguere agli occhi di una parte dell’elettorato. Crisi sociale, impoverimento, precarietà e crescente distanza tra istituzioni e cittadini hanno lasciato uno spazio politico enorme.


Ed è proprio dentro questo vuoto che prosperano i rigurgiti dell’estrema destra. Quando la politica tradizionale smette di rappresentare il disagio sociale, quel disagio non scompare: può essere intercettato da chi gli offre risposte nazionaliste, identitarie e radicali.


Il risultato tedesco dovrebbe quindi essere un campanello d’allarme per tutta l’Europa: liquidare milioni di elettori come un’anomalia non fermerà l’estrema destra. Bisogna interrogarsi sulle condizioni politiche e sociali che le hanno permesso di crescere

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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