Non sarebbe certo la prima volta che una manifestazione pacifica viene compromessa dall’azione di provocatori o infiltrati. La storia italiana conosce episodi di infiltrazioni, depistaggi e ambigui rapporti tra ambienti estremisti e apparati dello Stato.
Quando una protesta di massa degenera in violenza, è quindi legittimo interrogarsi su chi abbia provocato gli scontri e su eventuali responsabilità esterne agli organizzatori.
A chi giova trasformare una protesta politica in un problema di ordine pubblico?
Certamente non a chi scende pacificamente in piazza per rivendicare i propri diritti. Gli episodi violenti finiscono spesso per oscurare le ragioni della mobilitazione, offrendo argomenti a chi intende delegittimarla.
Questo non significa che dietro ogni scontro ci siano infiltrati legati alle forze dell’ordine. Ma nemmeno che tale possibilità debba essere esclusa a priori.
Prima di criminalizzare un’intera manifestazione, sarebbe opportuno accertare chi ha realmente alimentato le violenze e perché.