Nel Regno Unito si torna a parlare apertamente di guerra. Il capo dell’esercito britannico, Sir Roly Walker, ha avvertito che la popolazione dovrà prepararsi a fare sacrifici e contribuire alla difesa nazionale.

Il messaggio è chiaro: non saranno soltanto i militari a essere coinvolti, ma l’intera società.

Tutto questo mentre la Russia continua a essere indicata come una delle principali minacce alla sicurezza europea.

Ma una domanda sorge spontanea: quali prove concrete abbiamo che Mosca stia preparando un’aggressione contro il Regno Unito o altri Paesi della NATO? E soprattutto, continuare a rilasciare dichiarazioni di questo genere non rischia di mettere ulteriormente in allerta la Russia, alimentando una pericolosa spirale di tensioni?

C’è poi un aspetto che sembra sfuggire a molti: stiamo parlando di una possibile guerra contro una superpotenza nucleare. In caso di attacco atomico su vasta scala, il Regno Unito rischierebbe di essere letteralmente cancellato nel giro di mezz’ora.

Londra dispone di un proprio deterrente nucleare, ma il sistema britannico dipende in misura significativa dal supporto tecnologico statunitense. E siamo davvero sicuri che Washington sarebbe disposta a rischiare la distruzione delle proprie città per difendere un alleato europeo?

L’articolo 5 della NATO prevede l’assistenza reciproca, ma non obbliga automaticamente gli Stati Uniti a intervenire militarmente, tantomeno a impiegare armi nucleari.

Davvero qualcuno pensa che una guerra del genere possa avere dei vincitori?

Forse, prima di chiedere ai cittadini di prepararsi ai sacrifici della guerra, sarebbe il caso di tornare a investire seriamente nella diplomazia. Perché con le armi nucleari non si scherza e un errore di valutazione potrebbe costare milioni di vite.

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: