Mentre gli occhi sono rivolti alle elezioni intermedie degli Stati Uniti, e alle possibili reazioni da “colpo di stato” di Trump se non ne accettasse il risultato, il mondo del lavoro statunitense cerca, e talvolta trova, appoggio da settori delle Istituzioni che ha contribuito a eleggere.
Ciò potrebbe esser dovuto non solo al clima elettorale, in cui spesso si fanno promesse, ma anche alle persistenti iniziative sindacali che hanno portato in questi ultimi anni, non tanto a una crescita della bassa adesione alle Union, quanto a un loro ritrovato peso nella società. E anche al rinsaldamento delle comunità attorno a temi collettivi che esse favoriscono. Come il contribuire a difenderle dai raid dell’ICE sugli immigrati.
In una città che ha costruito su storiche lotte sociali forti tutele del lavoro, Zorhan Mamdani, da meno di un anno Sindaco di New York, ha istituito a settembre un Mayor’s Office of Worker Power, l’ “Ufficio del Sindaco per il potere dei lavoratori” che si propone di aiutarli a organizzarsi, collegandosi con le Organizzazioni che lottano per migliorare le condizioni di lavoro e le loro vite. Qualcosa in più di un ufficio informazioni sui propri diritti, onde garantire ambienti di lavoro più sicuri e con retribuzioni adeguate. Qualcosa che vorrebbe coinvolgere il mondo del lavoro, con modalità non ancora specificate, sulle questioni cittadine importanti. E che lavorerà anche contro le discriminazione sul lavoro basata sulla cittadinanza o sullo status di immigrazione, in un contesto in cui il padronato ha sempre più dalla sua la possibilità di denunciare i propri dipendenti “irregolari” con la minaccia di deportazione da parte della polizia ICE, se essi lamentano furti sulla retribuzione o infortuni.
A New York è anche in discussione nel City Council il disegno di legge “Delivery Protection Act” che intende imporre alle imprese di distribuzione merci porta-a-porta, come Amazon FedEx e DHL, di utilizzare personale direttamente dipendente, invece di appaltare l’ “ultimo miglio” (con un “subappalto sfruttatore; così l’ha definito Mamdani) a ditte esterne: le 4.500 piccole aziende che, negli interi USA, sono “partner di servizio di Amazon” e che praticano per i propri corrieri salari e protezioni sanitarie ancor più basse, orari più lunghi, minor sicurezza nelle condizioni di lavoro. Un disegno di legge simile è in discussione a Chicago.
Amazon, che ha già speso a New York 5 milioni di dollari nella comunicazione pubblica avversa alla legge (e 26 milioni nel solo 2026 per contrastare il tentativo di sindacalizzazione di Amazon promosso dal sindacato dei Teamsters), ha sostenuto che con tale legge i costi di consegna aumenterebbero e minaccia di spostare i suoi stabilimenti fuori New York, con relativa diminuzione dell’occupazione cittadina, e di aumentare i tempi di consegna costringendo a ritirare personalmente i pacchi nei lontani hub del New Jersey.
La canzone di Crosby Stills Nash e Young definisce Chicago “The Land that’s known as Freedom” (“la terra della libertà”, centro propulsore del sindacalismo statunitense, dove nacque Il Primo Maggio). Il Sindaco, Brandon Johnson, già insegnante, organizzatore del Sindacato dei docenti Chicago Teachers Union e della Camera del Lavoro cittadina, aveva vinto nel 2023 il ballottaggio contro un rappresentante dei poteri forti, anch’egli dell’area del Partito Democratico. Johnson ha firmato ora l’ordine esecutivo “Not With Our Money” (Non coi nostri soldi), che potrebbe andare in vigore dai primi mesi del 2027. Esso dovrebbe impedire, tra l’altro, di dare contributi o appalti comunali alle imprese che violano le leggi sul lavoro della Città, dello Stato o federali. Si parla qui di più di 3 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2026 in sovvenzioni elargite dalle varie Istituzioni alle imprese; soldi che spesso nel passato sono stati oggetto di malversazioni e di tangenti. Ha dichiarato il Sindaco: ““Il denaro pubblico dovrebbe rafforzare i nostri quartieri, creare opportunità e servire alle persone che chiamano Chicago la propria casa; non sostenere pratiche che danneggiano le nostre comunità”. Il divieto di collaborazione del Comune riguarderebbe anche le imprese che collaborano coi pretoriani di Trump della polizia ICE, che sono impiegati nelle grandi città a rastrellare immigrati. Come accaduto durante l’operazione Midway Blitz a Chicago lo scorso anno, a seguito della quale Trump aveva minacciato di arresto il Sindaco di Chicago che vi si opponeva. Una commissione del Consiglio comunale raccoglierà ora con udienze pubbliche ulteriore materiale che servirà per redigere una bozza di regolamento che dovrà essere votato dal Consiglio comunale entro febbraio, quando inizieranno le primarie del Democratic Party per il rinnovo quadriennale della carica di Sindaco.
Il sindaco Brandon ha rilanciato inoltre in un recente comizio l’idea di uno sciopero generale nazionale (del tutto avulso, se non nella versione cittadina, nella storia sociale degli USA) proposto dal sindacato United Auto Workers (UAW) per il Primo Maggio 2028 (si noti che il Primo Maggio origini dai fatti di Chicago del 1886 ma non è festivo negli USA). unificando a ciò la scadenza di quanti possibili contratti di lavoro in essere.
Per il momento, a Chicago è in corso la vertenza, sostenuta dal sindacato Unite Here, per il rinnovo dei contratti di lavoro di 7.000 persone impiegate in 46 grandi hotel della città; contratti che sono scaduti il 31 agosto. Le lavoratrici e i lavoratori del settore, assai redditizio, sono spesso, come rilevato da un sondaggio sindacale dello scorso anno, in condizioni economiche disagiate: un/a su otto frequenta un banco alimentare e un terzo non riesce a sostenere l’affitto dell’abitazione. Ciò che impone al 25% di loro di chiedere prestiti per campare. Inoltre, il Sindacato ha rilevato una diminuzione degli addetti nazionali al comparto dell’ospitalità di ben 100.000 persone, soprattutto a causa degli attacchi agli immigrati dell’amministrazione Trump che hanno indotto molti/e a lasciare il lavoro.
A livello nazionale, nel Parlamento federale di Washington è stata riproposta la legge “Thirty-Two Hour Workweek Act” per ridurre, progressivamente nel corso di 4 anni, la settimana lavorativa da 40 ore a 32 ore, a retribuzione invariata. I presentatori sono il deputato californiano del Democratic Party, Mark Takano, e il senatore indipendente Bernie Sanders. La proposta di legge regolarizza lo straordinario, prevedendone una retribuzione di 1,5 volte per le ore lavorate oltre le 32 ore settimanali od oltre le 8 giornaliere e una doppia retribuzione per chi lavora nei giorni lavorativi oltre le 12 ore. La settimana di 40 ore, lo ricordano i promotori della legge, era stata fissata nel 1938 ma i frutti del grande aumento di produttività, da allora sono stati intascati soprattutto dalle imprese e dai loro ricchissimi dirigenti. La proposta è sponsorizzata da importanti Sindacati statunitensi che organizzano milioni di iscritti.
Infine, Philadelphia è la prima grande città degli USA in cui il Consiglio comunale ha aderito alla campagna di boicottaggio delle caffetterie Starbucks, prevedendo lo sganciamento dai bar interni e dal catering affidato alla multinazionale. Il Sindacato che ha lanciato la campagna, Starbucks Workers United, dal 2021 ha sindacalizzato 700 bar di Starbucks con 12.000 addetti, subendo una campagna di repressione con licenziamenti e chiusura di negozi, e ha organizzato le iniziative le più varie per coinvolgere la clientela e arrivare a un accordo collettivo. Ma la trattativa ristagna da mesi e oggi al boicottaggio (non raro negli USA in questi frangenti) aderisce anche la grande federazione sindacale AFL-CIO.
Fonti principali:
K.Kundu, NYC could force Amazon and FedEx to directly employ its delivery drivers, Techspot, 13.8
M.Gruenberg, Chicago Mayor Johnson: No city funds for labor law-breaking firms, People’s World, 28.9
L.F.Leon, Amazon Package Drivers Rev Up Organizing to Become Direct Employees, Labor Notes, 7.10