La Polonia è precipitata in una delle più gravi crisi istituzionali della sua storia recente. La sospensione del presidente della Corte Costituzionale, Bogdan Swieczkowski, ha infatti scatenato una spirale di tensione che ha portato allo schieramento della polizia antisommossa attorno alla sede del tribunale a Varsavia, a scontri con i manifestanti e a un precipitoso rientro in patria del presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, che ha interrotto un viaggio ufficiale in Senegal. Al centro del caotico quadro c’è la disputa tra il governo centrista di Donald Tusk, che accusa la Corte di essere politicamente influenzata dalle nomine della precedente amministrazione nazionalista, e l’opposizione del partito Diritto e Giustizia (PiS), che denuncia un attacco all’ordine costituzionale.
A dare l’annuncio è stata Anna Korwin-Piotrowska, giudice eletta grazie ai voti dell’attuale maggioranza, che ha motivato la sospensione con la necessità di «ripristinare lo stato di diritto» e ha annunciato di aver assunto la guida della Corte. La notizia, comparsa sul sito del tribunale nel tardo pomeriggio di ieri, è stata però smentita dall’account X dell’istituzione: Swieczkowski resta in carica e la collega non può sostituirlo, non avendo giurato davanti al capo dello Stato. «Tutte le persone che partecipano a queste azioni commettono il reato di colpo di stato», si legge nella nota. Davanti all’edificio, presidiato da decine di agenti, la protesta dei sostenitori del PiS, in piazza da settimane a difesa dei giudici di cui il governo chiede la rimozione, è degenerata: alcuni hanno scavalcato la recinzione, altri hanno lanciato oggetti contro gli agenti, mentre diversi partecipanti pregavano con rosari in mano. «Tusk traditore», urlavano. Alla manifestazione è intervenuto anche Jaroslaw Kaczynski, ex premier e leader del partito, che ha esortato Nawrocki ad agire e ha accusato Tusk di aver orchestrato un «colpo di stato», denunciando una Polonia che sta diventando «uno stato di polizia».
Nawrocki, intanto, aveva ordinato di invertire la rotta dell’aereo: «In un momento come questo, il presidente deve essere in Polonia. Interrompo il mio viaggio verso il Senegal. Sto tornando», ha scritto su X. Giunto a Varsavia, si è recato alla Corte, definendo l’intervento della polizia «una violazione dell’ordine costituzionale della Repubblica di Polonia e l’occupazione con la forza di un organo costituzionale dello Stato». Dopo un confronto con il primo presidente della Corte suprema, Zbigniew Kapinski, ha chiesto il ritiro delle forze inviate dal governo. Ha quindi convocato consultazioni urgenti con i rappresentanti delle forze parlamentari, accusando l’esecutivo di aver violato l’ordine costituzionale con l’intervento della polizia. Il governo, però, non arretra. Il ministro della Giustizia e procuratore generale, Waldemar Zurek, ha chiesto la revoca dell’immunità per Swieczkowski e per il suo vice. Tusk ha rivendicato la linea su X: «Ripristinare lo Stato di diritto è nostro dovere», aggiungendo: «Dopo anni di illegalità sotto il PiS, questo è un processo difficile, a volte doloroso, che richiede un’azione decisa. Non c’è altra via». Dal fronte opposto, l’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro ha scritto su X: «Si tratta di un attacco palese e criminale all’ordine costituzionale».
Dietro lo scontro di queste ore si trascina una frattura che divide la Polonia da anni. Durante i governi del PiS, al potere dal 2015 al 2023, Bruxelles e una parte dell’opinione pubblica polacca avevano accusato l’esecutivo di avere progressivamente assoggettato le principali istituzioni giudiziarie al potere politico. La Corte costituzionale era finita al centro delle polemiche anche per aver più volte rivendicato la prevalenza della legislazione polacca su quella dell’Unione europea. Tornato al governo nel 2023, Tusk ha promesso di smantellare quel sistema e restituire indipendenza alla magistratura, ma il suo tentativo di modificare rapidamente gli equilibri ha aperto a sua volta un duro conflitto istituzionale e sollevato contestazioni sui metodi utilizzati. Il governo ha cercato di insediare nuovi giudici e di rimuovere o marginalizzare quelli nominati durante l’era PiS, incontrando l’opposizione dei presidenti della Repubblica vicini alla destra Duda e Nawrocki. Quest’ultimo ha impedito ad alcuni magistrati eletti dalla nuova maggioranza di assumere pienamente le proprie funzioni, mentre Swieczkowski, già viceministro della Giustizia con il PiS, ne ha bloccato l’ingresso nella Corte.
