Luglio 15, 2020

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COLOMBIA. LA PROTESTA CONTINUA

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Francesco Cecchini

Bogotá, settimo giorno di protesta


La morte del giovane studente Dilan Cruz è diventata un simbolo della violenza che sta vivendo il popolo colombiano che continua a protestare. Dilan Cruz è morto per un colpo sparato direttamente contro di lui da un poliziotto della famigerata ESMAD (Escuadrón Móvil Antidisturbios). La morte, che è avvenuta all’ospedale universitario di San Ignacio nella notte del 25 novembre, ha provocato indignazione in decine migliaia di abitanti che, oltre a tutti gli obiettivi dello sciopero generale, ora chiedono anche lo scioglimento dell’ESMAD e la punizione del responsabile/i dell’assassinio.
Secondo Álvaro Uribe l’agente dell’ Esmad, ha sparato a Dilan solamente “con intento dissuasivo”. Questa affermazione dell’ex presidente, ma de facto presidente, ha fatto aumentare lo sdegno popolare.

Dilan Cruz è stato assassinato dallo stato


Sindacati, studenti ed altre categorie socialli hanno marciato lo scorso mercoledì, per protestare, oltre che per l’assassinio di Dilan Cruz, contro la politica economica e sociale del governo di Duque e Uribe, che vogliono annullare.
I manifestanti si sono concentrati e hanno marciato pacificamente a Bogotà e in altre città del paese, con rabbia per la uccisione del giovane studente ma anche suonando, cantando, ballando e sventolando bandiere colombiane.
Le proteste sono iniziate giovedì della scorsa settimana con decine e decine di migliaia di persone mobilitate in uno sciopero nazionale di un giorno. I manifestanti si oppongono a piani economici come l’aumento dell’età per accedere alle pensioni e un taglio del salario minimo per i giovani, che il presidente Iván Duque nega, ma che ha promesso. Protestano anche per ciò che considerano la mancanza di azione del governo per fermare la corruzione e l’uccisione di centinaia di attivisti per i diritti umani, ex guerriglieri e indigeni.
I colloqui tra il Comitato Nazionale dello Scioero e il governo sono bloccati perché i sindacati chiedono negoziati esclusivi e si rifiutano di far parte di un grande dialogo nazionale con imrpesari, uomini d’affari etc.,etc.. Il Comitato respinge anche una proposta di riforma fiscale del governo che si sta discutendo in parlamento. Il senatore del Polo democratico alternativo, Wilson Arias Castillo ha informato che il decreto in questione apriva le porte alla privatizzazione di almeno 16 società pubbliche e quindi realizza in pratica quello che era stato respinto dallo sciopero generale del 21 novembre.
Il governo chiede una conversazione, incontro nazionale e afferma di avere un atteggiamento di ascolto, ma questo decreto smentisce la sua volontà reale.
Per quanto riguarda lo smantellamento di Esmad – una richiesta fatta dal Comité del Paro , dai sindacati e dai leader degli studenti, Duque sostiene “ci sono più di 100 paesi che hanno squadre antisommossa, questi gruppi servono per proteggere le persone … Esmad fa parte della forza pubblica al servizio dei colombiani. Non può essere sciolto. “
Di fronte a questa situazione il Comité del Paro Comitato dello Sciopero ha annunciato nuove mobitazioni, incluso un prossimo sciopero generale in tutta la Colombia