Luglio 6, 2020

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Washington Post, nonostante le difficoltà che sta attraversando Cuba (dovute all’embargo), la sua risposta è efficiente ed energica quando viene colpita da un uragano o da una pandemia.

Havana Cuba Cuban Flag

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Anche negli USA qualcuno se ne accorge.
Un articolo pubblicato ieri sul Washington Post ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà che sta attraversando Cuba (dovute all’embargo), la sua risposta è efficiente ed energica quando viene colpita da un uragano o da una pandemia.

Secondo il giornale conservatore statunitense, quando la più grande isola dei Caraibi è colpita da un uragano o da una pandemia, i suoi leader danno una risposta immediata.

La editorialista evidenzia nel suo articolo, intitolato “Uno sguardo a Cuba, al di là dei siti turistici e degli eroi rivoluzionari”, le misure prese in quel paese per prevenire e contenere la propagazione del coronavirus SARS-CoV-2, la causa del COVID-19 .

In questo senso, ha messo in risalto la ricerca epidemiologica e del contagio svolta nella popolazione inviando “un esercito di infermieri (…) casa per casa, porta a porta a visitare tutti i residenti”, un compito – anche se il testo non lo afferma – supportato anche da altri lavoratori del settore della salute e da migliaia di studenti delle facoltà ad indirizzo sanitario.

Ha commentato inoltre che, sebbene la chiusura ed il blocco della economia cubana basata sul turismo (che dovrebbe riaprire il 1° luglio) abbia aggravato le condizioni materiali, l’isola è riuscita a fermare “il diffondersi della epidemia su larga scala”.

Il Washington Post ha ricordato l’esperienza di Cuba nella lotta alle emergenze, rilevando che la pratica delle visite porta a porta è stata condotta nell’isola socialista sin dal 1981, quando il paese fu colpito dall’epidemia di dengue.

L’articolista anche elencato altri risultati nel contenimento di malattie come l’HIV / AIDS, al punto che “con una popolazione di 11,5 milioni di abitanti, Cuba ha registrato uno dei più bassi decessi di AIDS pro capite al mondo”.

L’alternativa è evidente: la maggior parte dei cubani sopravvive bene alle cose peggiori che la natura gli possa offrire e chiunque metta in dubbio questa considerazion può guardare ad Haiti, “dove i casi di HIV / AIDS sono i più alti della regione”, ha sottolineato. l’influente periodico.

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