La notte di Natale e il Cenone di fine anno del 2020 saranno diversi da tutti quelli che abbia vissuto finora, di certo saranno giorni di festa unici, alternativi

Quando lo scorso anno la pandemia dovuta al Coronavirus è iniziata a manifestarsi, nessuno immaginava di dover vivere giorni così difficili. Sono stati dodici mesi complicati, ma non è detto che il peggio sia alle nostre spalle. Gli esperti ci dicono che la terza ondata ci sarà e potrebbe essere più virulenta delle precedenti. Tra pochi giorni sarà Natale, ma è certo, non sarà uguale a quello che abbiamo vissuto nel 2019.

Quello che sta per terminare è stato un ‘annus horribilis’Decine di migliaia di morti, milioni di contagiati e sofferenze indicibili per malati ed operatori sanitari, i veri eroi di questa fase tragica della storia umana. Ed ancora. Limitazioni delle libertà personali, rinuncia forzata alla socializzazione, anche tra parenti ed amici, crollo dei consumi e degli investimenti, aumento della povertà e delle disuguaglianze.

Le privazioni di solito ci rendono ‘migliori’. Chissà se anche stavolta sarà così. Dubitare è più che lecito. Sentiamo che qualcosa ci manca. E non vediamo l’ora che ritorni la quotidianità perduta. Tutto nella consapevolezza  che la vita fugge via, perché del domani non v’è certezza.

Oggi, siamo più soli, siamo più umani. Certo, non è così per tutti, c’è chi nega e si nasconde dietro al proprio egoismo. In questi giorni possiamo verificare senza possibilità di sbagliare chi è altruista e chi invece vive pensando solo a sé stesso, chi ritiene, cioè, di non aver bisogno di nessuno se non del proprio ego.

Sarà un Natale ‘alternativo’, qualcuno con tono sarcastico ha detto che sarà ‘al Covid’. E sarà un Cenone triste. Saranno giorni in cui sarà difficile non pensare a chi non c’è più. Sentiremo un vuoto ed una mancanza che non si possono colmare. Solo il tempo potrà scolorirli, ma non potrà rimuoverli, mai.

Se avessimo saputo e se fosse stato possibile farlo, avremmo dovuto saltare il 2020. Passare dal 2019 al 2021. Anche a costo di rinunciare ad un anno della nostra vita. Ponendo, però, una condizione: cancellare tutte le vittime e le sofferenze che questo anno ‘orribile’ ha provocato.

Sta per andarsene il 2020, ma deve rimanere la coscienza che è stato un anno di ‘Resistenza e che l’inizio del 2019 sarà altrettanto complicato. Con la differenza che dopo tanti sacrifici, ora vediamo la luce in fondo al tunnel. Chissà se sapremo essere ‘migliori’. Di certo saremo più consapevoli della nostra fragilità e della nostra estemporaneità di essere umani, il resto è solo una tenue speranza.

REDNEWS

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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