Aprile 17, 2021

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Tutto il Parlamento con Draghi. Ma il Paese? Avviare un percorso comune contro il neoliberismo

L’Unione Sindacale di Base lancia un appello per avviare un processo unitario contro il commissariamento Ue dell’Italia e l’aggravamento delle politiche neoliberiste nel nostro paese. Non si tratta semplicemente di realizzare una manifestazione o proclamare uno sciopero, “ma  di darsi un orizzonte più ampio e di farlo con tutti quelli che hanno voglia e sufficiente senso di responsabilità per misurarsi con questa sfida”. Sulla questione domenica prossima alle 10 il primo incontro telematico aperto a tutte quelle forze sindacali, sociali e politiche

Appello USB
Una maggioranza parlamentare quasi plebiscitaria a favore del nuovo commissario governativo inviato direttamente da Bruxelles è un segnale di pesante involuzione della vita democratica.
Le forze politiche si sono rapidamente genuflesse ai diktat dell’establishment economico-finanziario della Ue e ai dettami di come andranno spese le risorse del Recovery Fund e di come dovranno essere realizzate le riforme (giustizia, fisco, pensioni, ecc.) a cui è vincolato l’invio di quelle risorse. Ed hanno già ingoiato la linea atlantista indicata da Draghi.
Mentre la crisi pandemica è tutt’altro che risolta e la campagna dei vaccini viene subordinata agli interessi delle aziende farmaceutiche, il governo Draghi si prepara a gestire la crisi economica facendola pagare pesantemente a milioni di lavoratrici e lavoratori e si prepara a usare la crisi per avviare una profonda ristrutturazione del nostro apparato economico, avendo a cuore gli interessi delle grandi imprese europee e del sistema bancario e finanziario continentale.
La formazione di questo governo è un salto di qualità nel modo in cui le classi dominanti intendono affrontare la crisi. I ministri che contano e che avranno il controllo dell’economia sono diretta emanazione dell’élite finanziaria, mentre ai partiti è stato lasciato il ruolo di gestione delle contraddizioni, garantendo al sistema delle imprese il saldo controllo su tutti i processi che contano, dalla digitalizzazione alla conversione ecologica fino alla riorganizzazione delle fonti energetiche, all’adeguamento delle infrastrutture, al potenziamento della rete logistica.
Di fronte a noi ci sono milioni di licenziamenti, una rivisitazione al ribasso del reddito di cittadinanza e del sistema degli ammortizzatori sociali, un’ulteriore stretta al diritto di sciopero e alle libertà sindacali, un aumento dello sfruttamento nei settori produttivi, l’asservimento completo della pubblica amministrazione alle necessità delle imprese, a scapito di ciò che rimane dello stato sociale, ed una più ampia estensione della precarietà e della decontrattualizzazione.
Affrontare questo salto di qualità non sarà semplice, soprattutto in un paese dove le forze che dovevano rappresentare gli interessi delle classi popolari si sono liquefatte o hanno cambiato pelle, e dove cgilcisluil si sono definitivamente trasformati in alleati di Confindustria e stampelle del sistema.
In questi anni abbiamo assistito al continuo riproporsi di nuovi soggetti, presentatisi con il volto di partiti antisistema di varia estrazione e tendenza politica. Essi sono riusciti ad ingannare milioni di cittadini, convinti che una nuova classe politica potesse invertire la rotta delle politiche antipopolari. Ora è evidente che le cose sono andate diversamente.
Si apre perciò nel nostro paese uno spazio sociale ed anche politico di enormi dimensioni. Vasti settori della società non sono più rappresentati e vivono con preoccupazione l’avvicinarsi di una crisi di proporzioni ancora più drammatiche. Queste persone, lavoratori dipendenti e autonomi, precari, disoccupati, migranti, giovani, pensionati, ecc. insomma un larghissimo mondo di soggetti e categorie sociali ha bisogno di proposte politiche, sociali ed organizzative all’altezza della situazione che ci troviamo a vivere.
Sembrano esserci le condizioni oggettive per avviare un processo unitario, restano da verificare invece quelle soggettive.
L’USB è consapevole della gravità del momento ed anche delle enormi difficoltà che comporta la costruzione di un percorso unitario tra mille soggettività. Non si tratta infatti di realizzare solo una manifestazione o di indire uno sciopero, ma di darsi un orizzonte più ampio e di farlo con tutti quelli che hanno voglia e sufficiente senso di responsabilità per misurarsi con questa sfida.
Per questo proponiamo: un primo incontro telematico per domenica 28 febbraio ore 10,30, aperto a tutte quelle forze sindacali, sociali e politiche che vorranno portare il loro contributo di idee e proposte.
Per partecipare all’assemblea telematica inviare una mail a nodraghi28.2@gmail.com indicando i nominativi, e le e mail, a cui far pervenire il link alla piattaforma su cui si terrà l’incontro.

USB Unione Sindacale Di Base

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