Marines americani sotto assedio


Francesco Cecchini


Il primo febbraio inizia in Vietnam l’ anno della Tigre d’ Acqua. La Tigre è simbolo di forza e coraggio, l’ Acqua la modera. 54 anni fa, 1968 anno del Topo, simbolo di creatività, fu l anno in cui il Vietnam del Nord e i vietcong attaccarono contemporaneamente trenta obiettivi militari nel Sud.
Giap, Giap, Ho Ch Minh, Ho Chi Minh, Vietnam Rosso era lo slogan gridato alle manifestazioni contro l imperialismo americano per la vittoria dei Viet Cong e del Viet Nam del Nord.
ll 30 gennaio 2018 è ricorso il 54esimo anniversario dell inizio di quella fase della guerra del Viet Nam passata alla storia come offensiva del Têt. Il nome di questa ardua operazione militare tentata, con successo, dalla NVA, North Viet Nam Army, l esercito nordvietnamita e dai vietcong, deriva dal particolare momento in cui fu avviata. Nella tradizione vietnamita infatti, il Têt Nguyên Dàn corrisponde al nostro primo giorno dellanno: in questo caso il capodanno, mentre nel calendario occidentale cade il 1° gennaio di ogni anno solare, nel calendario vietnamita cadde nel 1968 il 30 gennaio. L offensiva del Têt, che iniziò nella notte fra il 30 e il 31 gennaio 1968, fu un attacco a sorpresa che le forze nordvietnamite e i vietcong sferrarono contro tutte le principali città del Vietnam del Sud, allepoca controllato quasi interamente dalle forze armate statunitensi, che avevano il loro quartier generale nella città di Sai Gon. Nel 1967 il partito comunista di Hanoi ridefinì una più efficace strategia militare con lo scopo di rafforzare l’ Esercito popolare del Nord e i Vietcong. Vennero presi in considerazione 3 fattori: a) un crescente movimento di opposizione negli Stati Uniti e nel mondo di opposizione allimperialismo americano in Vietnam. b) un opinione pubblica americana contraria alle alte spese che la presenza in Vietnam comportava e pure allarmata per i marines che vi morivano. c) le contraddizioni e tensioni tra l esercito statunitense e i loro alleati del Sud Vietnam. Il Têt è una una festività osservata in tutto il Vietnam e Ha Noi dichiarò prima del capodanno che sarebbero state sospese le operazioni militari su tutto il territorio per sette giorni a partire dal proprio 30 gennaio. Una trappola pensata dal generale Vo Nguyen Giap, capo della NVA, nella quale i comandanti americani cascarono, pur non completamente, ma si limitarono a rafforzare la presenza militare solo intorno alle principali città del Sud, Sai Gon compresa. Le prime fasi dell offensiva furono sanguinose e caratterizzate da rapide azioni di guerriglia. NVA e Vietcong sferrarono un attacco alla base americana di Khe Sanh, a 8 km dal Laos, che ricordò la vittoria a Dien Bien Phù contro i colonialisti francesi. Gli americani riuscirono a salvare la base con massicci bombardamenti. NVA e i Vietcong riuscirono a penetrare quasi interamente nel territorio del Vietnam del Sud, assediando letteralmente numerose città , la più celebre fu l invasione di Huè. Anche SaI Gon fu invasa. Verso la fine di febbraio l offensiva entrò in una fase di stallo e gli americani iniziarono a riconquistare il terreno perduto, ricacciando a nord lesercito di Giap. L offensiva del Têt si concludeva così formalmente verso la fine di marzo, lasciando sul campo numerosi morti, sia da una parte che dallaltra, e ingenti distruzioni. Il duro colpo alla sicurezza degli americani e destò una rabbiosa reazione in patria: nei mesi successivi al gennaio del 68 furono organizzate numerose proteste in America, principalmente studentesche, che si sarebbero poi diffuse in tutto il mondo occidentale, dando vita alla mobilitazione pacifista del biennio 68-69, passata alla storia come portatrice del vento del cambiamento. Dall offensiva del Têt in poi lesito finale della guerra del Vietnam sarebbe stato segnato in favore dei nordvietnamiti e dei vietcong e le operazioni militari cessarono definitivamente nel 1975 con la presa di Sai Gon.

Offensiva contro l’ invasore americano e i suoi fantocci vietnamiti

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

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