Abi Ahmed, premio nobel per la pace e guerriero


Francesco Cecchini


La guerra continua. Il governo di Addis Abeba, forte dell’intervento delle truppe eritree, ha annunciato che “non rinuncerà al controllo delle infrastrutture federali in Tigray. Aeroporti e caserme devono tornare nelle mani dell’esercito federale e l’offensiva in corso ha questo obiettivo”, come si è espresso il portavoce. Il premier Abi Ahmed continua a ripetere l’impegno per la tregua, ma né sul terreno, né sul tavolo del negoziato ha agito di conseguenza. La mediazione dell’ONU e dell’Unione Africana è stata accettata dalle due parti, ma i negoziati nel Sud Africa non sono mai iniziati.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

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