Francesco Cecchini

Già Pierre Vidal-Naquet nel suo primo libro, “L’affaire Audin”, del 1958, ricostruì e denunciò il caso di un matematico francese scomparso ad Algeri per mano dei paracadutisti di Massu. Maurice Audin, arrestato l’11 giugno 1957 perché comunista e sospettato di aver nascosto membri di una cellula armata del Partito Comunista Algerino fu torturato per più giorni e strangolato il 21 giugno 1957, in una villa del quartiere El Biar,da uno dei suoi torturatori durante un interrogatorio. Aveva 25 anni.  Era in compagnia di Henri Alleg, futuro autore della “La Question”, libro che denuncio la tortura. Dieci giorni più tardi informarono la moglie, Josette Audin, che suo marito era evaso durante un trasferimento. Una bugia. Questo omicidio avvenne in uno dei momenti più alti della guerra di liberazione algerina, nel cuore della Battaglia d’ Algeri, iniziata il 7gennaio 1957quando le autorità francesi inviarono la Decima Divisione Paracadutisti, al comando del generale Massu, per sconfiggere la resistenza algerina. Per sei mesi questi paracadutisti hanno torturato e assassinato. Si stima che 3000 algerini siano scomparsi, tra questi Maurice Audin.  La versione ufficiale francese negò torture e assassinio, ma affermò che era riuscito a scappare. Fino al gennaio 2014 quando un libro, “La vérité sur la mort de Maurice Audin” del giornalista Jean-Charles Deniau riportò l’ammissione del generale Paul Aussaresses che Maurice Audin fu assassinato su ordine del generale Jaques Massu. Nel marzo dello stesso anno, il 2014, un’appello firmato da 171 persone, pubblicato dal quotidiano L’Humanité e da Mediapart richiese la verità su questo caso. Vi fu anche una dichiarazione dell’ex presidente Hollande che riconosceva l’assassinio, ma non vi fu nessun riconoscimento ufficiale.

Lo scorso 26 maggio in occasione del sessantesimo anniversario di questo fatto tragico un gruppo di intellettuali, storici e giornalisti, tra cui Gilles Manceron, Benjamin Stora, Alain Ruscio, Raphaëlle Branche Edgar Morin, Mathias Enard Jérôme Ferrari e l’ex ministro Charles Joxe, hanno inviato una lettera al nuovo presidente francese Macron perché la verità su Maurice Audin venga ufficialmente riconosciuta. Forse è la volta buona.

Anche in Algeria dove l’algerino Maurice Audin è un eroe, vie ad Algeri, Orano e in altre città sono a lui dedicate, vi è molta attesa perché venga fatta giustizia storica su quello che in realtà avvenne e sui criminali responsabili.

Il link con le prime pagine di “L’affaire Audin” Pierre Vidal-Naquet è il segunte:

https://ec56229aec51f1baff1d-185c3068e22352c56024573e929788ff.ssl.cf1.rackcdn.com/attachments/original/5/6/7/002616567.pdf

Il link con il documentario “Maurice Audin memoire et verité” è il seguente:

https://www.youtube.com/watch?v=XI_t2zmFokw

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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