Durante un battibecco sul fatto che il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e la sua delegazione potessero o meno avere il permesso di entrare negli Stati Uniti come parte di un incontro alla Nazioni Unite e sul fatto che potessero muoversi liberamente nei dintorni della città di New York, il segretario di stato americano Mike Pompeo ha detto una bugia tanto grossa che avrebbe addirittura messo in imbarazzo Pinocchio. Manifestando il desiderio di essere invitato per apparire sulla tv iraniana, Pompeo ha affermato che avrebbe detto agli Iraniani che “ci stanno molto a cuore, che sosteniamo il popolo iraniano e che capiamo che la teocrazia rivoluzionaria non sta agendo nei loro interessi”.

Maddai, questa è solo una bugia, una semplice, già sentita e totalmente antiquata bugia.

Quando Pompeo usa il pronome “noi”, si riferisce agli Stati Uniti. Ma il fatto è che agli Stati Uniti, dal presidente Trump in giù, non gliene frega un bel niente del benessere del popolo iraniano. Tutto ciò che interessa agli Stati Uniti è ripristinare in Iran una dittatura filo-americana, non diversa da quella dello Shah, che gli USA hanno reso dittatore brutale dell’Iran nel 1953.

Dopo tutto, guardiamo le sanzioni americane all’Iran: colpiscono il popolo iraniano e causano impoverimento economico e anche morte. L’idea è che se il governo americano toglie la vita agli iraniani, loro si solleveranno in una violenta rivoluzione contro il regime in carica e lo rimpiazzeranno con uno gradito agli Stati Uniti.

Non c’è alcun livello massimo di povertà o di numero di vittime che possa convincere gli USA a togliere le sanzioni. Cioè, se anche le sanzioni causassero ogni settimana migliaia di vittime per fame, malattia o incidenti aerei, gli Stati Uniti non abolirebbero le sanzioni. Non c’è prezzo in termini di sofferenza o morte pagato dagli iraniani così alto da convincere gli USA a fermarsi e a desistere.

In più, anche se una violenta rivoluzione costasse la vita a migliaia di Iraniani, agli Stati Uniti non interesserebbe nulla: tutto quello che gli interessa è un cambio di regime. Se si dovessero sacrificare migliaia di Iraniani per questo scopo, pazienza.

Come cavolo può conciliarsi una tale crudele e brutale politica con la dichiarazione di Pompeo secondo cui lui e il suo gruppo “ci tengono tanto” al popolo iraniano? Non si può, è una bugia bella e buona.

Abbiamo visto lo stesso fenomeno quando gli USA, con la stessa banale logica del male, hanno applicato il loro sistema di sanzioni contro il popolo iracheno per 11 anni. Ogni anno le sanzioni hanno ucciso centinaia di migliaia di Iracheni, soprattutto bambini. Tenete presente che durante la Guerra del Golfo Persico, il Pentagono ha dato l’ordine di bombardare e distruggere gli impianti di trattamento delle acque e delle fognature, con l’intento di diffondere malattie infettive nella popolazione irachena. Al termine della guerra, gli Stati Uniti hanno utilizzato le sanzioni per impedire che tali impianti fossero riparati. La contaminazione delle acque è stata una delle principali cause dell’alto tasso di mortalità tra la popolazione dell’Iraq.

Gli Stati Uniti si sono preoccupati del benessere degli Iracheni? State scherzando? Non più di quanto si preoccupino del benessere degli Iraniani. Quando nel 1995 il programma Sixty Minutes ha chiesto all’ambasciatore americano Madeleine Albright se “era valsa la pena” la morte di mezzo milione di bambini iracheni, lei ha risposto che, sebbene fosse un tema difficile, quelle morti, di fatto” “ne erano valse la pena”. Intendendo che ne erano valse la pena per il tentativo di spodestare Sammad Hussein e rimpiazzarlo con un dittatore filo-americano, lo stesso obiettivo che gli USA hanno in Iran. Le sanzioni all’Iraq sono durate altri sei anni, fino a quando gli Stati Uniti hanno strumentalizzato l’attacco dell’11 settembre per invadere l’Iraq e cacciare Saddam, obiettivo che non erano riusciti a raggiungere con 11 anni di sanzioni e migliaia di Iracheni morti.

Quando un americano, un certo Bert Sacks, portò dei medicinali in Iraq per aiutare la popolazione, gli Stati Uniti si sono vendicati, prima multandolo e poi passando anni nella ricerca ossessiva di riprendersi i soldi da lui. Attenzione: se qualsiasi americano viola le sanzioni americane contro l’Iran tentando di aiutare la popolazione, gli Stati Uniti gli danno la caccia con le pistole spianate, questa volta con dure sanzioni civili oltre che penali.

Pensate a ciò che gli Stati Uniti hanno fatto agli Iraniani nel 1953: consapevolmente, intenzionalmente, deliberatamente e segretamente, la CIA ha cacciato il primo ministro iraniano eletto democraticamente, Mohammad Mossadegh, e ha conferito pieni poteri di dittatore allo Shah. La CIA aveva addestrato lo Shah e la sua polizia segreta, la Savak, una combinazione di Pentagono, CIA e NSA in un’unica agenzia tra le più spietate della storia. Torture, uccisioni, detenzioni a tempo indeterminato, sorveglianza segreta, arresti arbitrari, soppressione della libertà di parola: tutti gli elementi presenti nel programma di sicurezza nazionale americano si sono concretizzati nello Shah e nella sua Savak.

Dopo circa 26 anni di sofferenza sotto questa tirannia orribile, addestrata e installata dagli USA, gli Iraniani alla fine si sono rivoltati con violenza. La vergogna, comunque, è stata che non furono capaci di rimpiazzare lo Shah con un regime democratico come quello distrutto dagli Stati Uniti nel 1953. Si sono ritrovati con una tirannia teocratica.

Così, è stato con grande e ironica iprocrisia che anche recentemente Pompeo ha deriso il regime iraniano per le sue pratiche tiranniche. L’ironia e l’ipocrisia è triplice: primo, gli Stati Uniti sono responsabili della tirannia teocratica sotto cui ora soffrono gli Iraniani; secondo, lo Shah insediato dagli USA è stato altrettanto tirannico quanto l’attuale regime iraniano; terzo, gli Stati Uniti hanno adottato qui negli USA alcune di queste stesse pratiche oscure – come per esempio tortura, omicidio, detenzione indeterminata, negazione del processo con una giuria, negazione del diritto a un processo e negazione di un processo veloce- tipiche dei regimi dittatoriali.

Gli Stati Uniti che hanno a cuore e sostengono il popolo iraniano? Non fatemi ridere! Solo ulteriori bugie dette da un regime profondamente ipocrita, interventista e imperialista, un regime che punta a uccidere e a impoverire degli innocenti con lo scopo di raggiungere un obiettivo politico.

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Articolo di Jacob G. Hornberger pubblicato su The Future of Freedom Foundation il 17 luglio 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia.it

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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