Giustizia per Santiago Maldonado


Francesco Cecchini


L ultima volta che Santiago Maldonado è stato visto in vita era il primo agosto 2017, aveva 28 anni, e venne ritrovato morto in un fiume dopo 78 giorni. Era in corso una repressione della Gendarmeria nazionale argentina di una protesta della comunità Mapuche del Cushamen, nella provincia di Chubut, contro lappropriazione delle loro terre da parte dei Benetton. Benetton grazie ad un investimento di circa 50 milioni di dollari, nel 1991, attraverso Edizione Holding, sono divenuti i proprietari della Compañia de Tierras Sud Argentino S. A., entrando in questo modo in possesso di quasi 900mila ettari. I Benetton sono attualmente i più importanti proprietari terrieri dArgentina. I 900 mila ettari appartengono al popolo Mapuche.
Santiago Maldonado era un militante, attivista che sosteneva la causa del popolo Mapuche nella Patagonia argentina.
Attualmente alcune cose sulla vicenda sono chiare.
Le versioni fornite da Patricia Bullrich sulla scomparsa di Santiago Maldonado, e che in seguito si è appreso che erano false, erano state preparate dall’AFI. Durante il governo di Mauricio Macri, la Agencia Federal de Inteligencia Agency (AFI) ha spiato la comunità Mapuche prima, durante e dopo la scomparsa e la morte di Santiago Maldonado. Hanno cercato di collegare Resistencia Ancestral Mapuche con il Kirchnerismo. Vi fu spionaggio, quindi, per nascondere la verità.
Tutto ciò ed altro è raccontato da Tiempo Argentino, che segue la vicenda di Santiago Maldonado, in una recente nota dello scorso 26 luglio .
Il link è il seguente:
https://www.tiempoar.com.ar/nota/la-causa-de-espionaje-revela-el-rol-que-cumplio-la-afi-en-el-caso-maldonado
Una corte d appello argentina ha ordinato recentemente di riaprire le indagini sul caso della morte di Santiago Maldonado.
La giustizia per Santiago richiede anche una mobilitazione in Argentina e nel mondo intero.
Per ricordarlo propongo un docufilm del 2017, in spagnolo con sottotitoli in spagnolo.
Il link è il seguente:
https://www.youtube.com/watch?v=XUdnNlp5_xI

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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