In arrivo un’ulteriore stretta sulla libertà di espressione nella Turchia di Erdogan, dove il parlamento ha approvato ieri una controversa legge che aumenterà il controllo governativo sui contenuti diffusi sui principali social network.

La maggioranza parlamentare del presidente Recep Tayyip Erdogan, composta da Akp (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) e dal suo alleato di estrema destra Mhp (Partito del Movimento Nazionalista) ha approvato una nuova legge che richiede ai giganti del web l’istituzione di referenti locali (che dovranno essere cittadini turchi) col compito di vigilare sui contenuti e deciderne l’eventuale rimozione sulla base delle norme vigenti in Turchia.

Questa legge riguarderà tutti i social network che registrano oltre un milione di utenti giornalieri nel paese, a partire quindi da Facebook, Twitter e Youtube.

Per le società che non dovessero ottemperare a questa disposizione, sono previste multe salatissime, riduzione della banda e divieti pubblicitari.

Inoltre, la nuova legislazione richiede ai fornitori di social media di archiviare i dati degli utenti in Turchia assicurandone l’acceso ai magistrati in caso di indagini.

Il provvedimento sembra destinato a colpire mortalmente la libertà di espressione e d’informazione in un paese in cui già oggi la maggior parte dei principali media sono sotto il controllo del governo o di imprenditori ad esso legato, e moltissimi giornalisti “scomodi” sono in prigione.

Di Nardi

Davide Nardi nasce a Milano nel 1975. Vive Rimini e ha cominciato a fare militanza politica nel 1994 iscrivendosi al PDS per poi uscirne nel 2006 quando questo si è trasformato in PD. Per due anni ha militato in Sinistra Democratica, per aderire infine nel 2009 al PRC. Blogger di AFV dal 2014

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