Pedro Castillo


Francesco Cecchini


PEDRO CASTILLO NEL MIRINO DELLA DESTRA
Il Congresso della Repubblica discuterà martedì prossimo, 7 dicembre, la vacanza presidenziale contro il presidente Pedro Castillo per presunta incapacità morale. Si deciderà se accettare o scartare la proposta presentata dal terzo vicepresidente del Congresso, Patricia Chirinos, che ha il sostegno di 28 deputati di Fuerza Popular, Renovación Popular e Avanza País. Secondo il comma 2 dell’articolo 113 della Costituzione del Perù, la vacanza per incapacità morale permanente è la seconda causa di defenestrazione del Presidente della Repubblica. In questo senso, per essere ammessa al dibattito, la proposta deve avere il sostegno di almeno 52 parlamentari qualificati, che corrisponde al 40% di rappresentanza in Parlamento. In questo panorama le posizioni delle forze politiche al Congresso sono divise. Il banco di Azione Popolare ha annunciato che non sosterrà la mozione per la vacanza presidenziale contro Castillo. Sulla stessa linea, c’ è Podemos Perú, Somos Perú , Partido Morado e Juntos por el Perú. Nel frattempo, Alliance for Progress (APP) e Perú Libre non hanno ancora confermato quali saranno le loro linee guida politiche su tale richiesta.
Quali parti hanno firmato la mozione di vacanza?Domenica scorsa, 21 novembre, tre gruppi hanno mostrato il loro sostegno alla proposta di Patricia Chirinos. La mozione è stata sostenuta da Avanza País (nove firme), Renovación Popular (otto firme) e Fuerza Popular (undici firme). Con un totale di 28 rubriche, la richiesta è stata presentata al tavolo dei partiti in Congresso.
NORME PER LA VACANZA PRESIDENZIALE
Qual è il processo per la vacanza presidenziale? La richiesta viene fatta attraverso una mozione all’ ordine del giorno firmata, con un minimo del 20% del numero legale dei membri del Congresso presenti, ovvero 26 firme. Tale documento deve indicare i motivi di fatto e di diritto su cui si basa, nonché i documenti giustificativi. Quindi, nella successiva sessione plenaria, viene discussa e votata l’ammissione di posto vacante, che richiede il voto del 40% dei membri del Congresso (52 voti) per essere approvato. In questa fase è l’attuale processo di vacanza contro Pedro Castillo. Immediatamente il Legislatore concorda il giorno e l’ora per la discussione e la votazione della richiesta di posto vacante. Per una sessione programmata, il presidente ha il diritto di fare la sua difesa insieme al suo avvocato per un periodo di 60 minuti. Infine, perché il posto vacante sia approvato, è necessario un voto finale non inferiore ai due terzi (2/3) del numero legale dei membri del Congresso, cioè 87 voti.
CONCLUSIONE
Il mandato del presidente Pedro Castillo in Perù è stato sistematicamente attaccato sin dal suo insediamento. In primo luogo, c’erano le accuse di brogli elettorali, come se ciò fosse possibile per un candidato totalmente escluso dalle strutture di potere, considerato addirittura perdente. Tuttavia, il tumulto è stato grande e ha ritardato l’inaugurazione. Poi sono arrivate le sanzioni sui nomi dei ministri, che devono essere approvate dal Congresso. Molti di loro hanno finito per chiedere di andarsene, come nel caso dell’ex guerrigliero Héctor Béjar, per evitare ulteriori scontri e permettere al presidente di iniziare subito a governare. E altri sono stati scambiati per Castillo, puntando anche a garantire la governabilità. Decisioni discutibili, perché più il governo cede, più la destra avanza per mettere il presidente contro il muro. Ci sono voluti più di cento giorni per l’approvazione del governo.
Sono passati poco più di quattro mesi dall’inizio del governo e Castillo deve prendere una decisione: o indirizza il suo governo verso un percorso di partecipazione popolare e cambiamenti strutturali, invitando la popolazione a difendere i cambiamenti, oppure verrà scalzato poco a poco finché non viene espulso dal governo o diventa l’ ennesimo triste esempio del tentativo della sinistra liberale di servire due padroni, che sfocia sempre in un disastro. Inoltre in Parlamento è importante che su ciò vi sia unità delle forze politiche di sinistra a partire da Perú Libre (PL), che ha 37 seggi.

Pedro Castillo con il popolo

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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