Libertà per Laura Villalba, in prigione per essere madre

Il 23 dicembre Laura Mariana Villalba Ayala sarà in carcere da due anni. È stata arrestata quando, con il corpo e l’anima devastati per il crimine della figlia María Carmen  anni, detenuta e torturata in Paraguay insieme alla nipote Lilian Mariana, due bambine, cercava disperatamente un’altra nipote, Carmen Elizabeth Oviedo Villalba, Lichita, scomparsa dal 30 novembre 2020. Le bambine sono state assassinate e Lichita è stata fatta sparire dalle Fuerzas de Tarea Conjunta dell’esercito paraguaiano, che controllano militarmente la regione. Laura è stata detenuta dalla stesse Fuerzas de Tarea Conjunta  e imprigionata per molti mesi nel carcere militare di Viñas Cue; poi trasferita nel carcere di Encarnación, dove si trova ora, in condizioni di estremo isolamento. Perché Laura Villalba è in carcere? Nonostante il governo dell’infanticida Mario Abdo Benítez voglia presentarla come una pericolosa terrorista, un’infermiera del EPP, Laura non ha mai fatto parte di quell’organizzazione, e ha lavorato come infermiera a Misiones, dove si è occupava delle sue figlie e figli e di sua madre Mariana.

Lichita sparita e le bambine María Carmen  e Lilian Mariana assassinate.
  Carmen Villalba,la sorella di Laura e madre di Lichita, prigioniera perché militante dell’EPP da 18 anni, che ha già scontato la pena, ma sono state riattivate le cause che la lasciano detenuta per altri 17 anni.



Carmen Villalba perseguitata con il raddoppio arbtrario di pena.

Continua la mobilitazione in Paraguay e in Argentina, una Campagna internmazionale, ma senza risultati. Il Paraguay è dominato dagli eredi del dittatore Stroessner. Lo stesso presidente l’infanticida Mario Abdo Benitez è figlio del segretario personale di Stroessner. Le elezioni generali in Paraguay saranno il prossimo 30 aprile e un cambio con la sconfittta degli eredi Stroessner favorirà la liberazione di Laura e Carmen Villalba, la giustizia per le due bambine assassinate María Carmen  e Lilian Mariana e la riapparizione viva di Lichita.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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