«LA MANO MORTA» SI È RISVEGLIATA?
The Sunday Times ha raccontato di un oggetto segreto russo sugli Urali. La Russia ha resuscitato e modernizzato il sistema «Perimetr», destinato a garantire un attacco nucleare di rappresaglia garantito in caso di perdita di comunicazione tra la leadership del Paese e i centri di comando, scrive The Sunday Times. Queste conclusioni la pubblicazione le trae in un’inchiesta i cui autori, come si sostiene, hanno esaminato circa 2,5 milioni di documenti sugli appalti militari.
Secondo i dati dell’inchiesta di The Sunday Times, l’oggetto chiave del sistema — l’Oggetto 1335, noto come «Grot» — sarebbe situato all’interno della montagna Kosvinsky Kamen negli Urali settentrionali, e non nella zona di Yamantau, come si presumeva in precedenza. Gli autori dell’inchiesta collegano il complesso al sistema «Perimetr», noto in Occidente come «Mano morta», che è destinato a trasmettere segnali di comando alle unità delle Forze Missilistiche Strategiche in caso di interruzione delle comunicazioni con l’alto comando.
Le dimensioni dell’oggetto, secondo i materiali dell’inchiesta, sono impressionanti: per la sua modernizzazione sono state acquistate circa 22.000 tonnellate di acciaio — un volume paragonabile alla massa di tre Torri Eiffel — oltre a 56.000 tonnellate di cemento e non meno di 13.000 tonnellate di sabbia. The Sunday Times scrive di almeno 24 locali sotterranei separati, collegati da un sistema di tunnel; la distanza tra alcune uscite del complesso è di circa 2,5 km sottoterra.
Allo stesso tempo, The Sunday Times sottolinea che si tratta innanzitutto di un sistema di comunicazione e controllo, e non di una singola «arma del Giudizio Universale». Secondo i dati dell’inchiesta, il compito del «Perimetr» è garantire la trasmissione dei comandi per la rappresaglia in una situazione in cui i normali canali di comunicazione tra la leadership del Paese e le forze nucleari strategiche diventino inaccessibili.
In conclusione, gli autori suppongono che già l’anno scorso Dmitry Medvedev abbia indirettamente accennato all’esistenza del sistema, rivolgendosi a Donald Trump su Telegram — il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa ha proposto di ricordare le trame sugli zombi che «tornano in vita» e di riflettere su quanto possa essere pericolosa la «mano morta».
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