L’Unione Europea rischia un progressivo declino economico e una crescente marginalizzazione sulla scena internazionale se non accelererà le riforme indicate due anni fa dall’ex presidente della BCE Mario Draghi.
A luglio Bruxelles aveva completato appena il 15,7% delle proposte contenute nel rapporto Draghi, mentre circa il 40% risultava attuato soltanto parzialmente.
Ancora più preoccupante la situazione delle riforme strutturali, come la creazione di un mercato unico dei capitali e dell’energia: appena il 3% delle misure più ambiziose sarebbe stato tradotto in provvedimenti legislativi.
A complicare ulteriormente il quadro potrebbero intervenire le prossime scadenze elettorali, con governi sempre meno disposti a rinunciare a quote di sovranità nazionale.
L’immobilismo europeo rischia così di trasformarsi nella minaccia più grave per il futuro economico dell’Unione.