Il servilismo del governo Meloni umilia i cittadini italiani: 130 Stati condannano l’assedio Usa contro Cuba, Roma si piega ai diktat di Washington
L’Assemblea Generale dell’Onu ha detto un ennesimo, sonoro “basta” al blocco economico e finanziario imposto da Washington a L’Avana. Il risultato è netto: 130 voti a favore, 17 contro e 25 astenuti. Nonostante i numeri schiaccianti per fermare il blocco, gli USA hanno giocato la solita carta dei ricatti e della sottomissione. Pressioni mai viste, intimidazioni diplomatiche, telefonate dirette ai capi di Stato. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio non si è limitato a chiedere favori, ha imposto la linea. E così, accanto ai soliti Stati Uniti e Israele, abbiamo visto allinearsi paesi che fino a ieri giuravano sulla propria indipendenza. Compresi i sovranisti di cartone nostrani.
Tra quelle 25 astensioni c’è infatti il governo guidato da Giorgia Meloni. Una scelta che non può essere letta come prudenza diplomatica o realismo politico. È servilismo puro. È la fotografia di un Paese che ha abdicato alla propria sovranità, piegando la schiena di fronte al diktat della Casa Bianca pur di non scontentare il padrone di turno.
Con l’astensione di fronte a un crimine riconosciuto da 130 nazioni, l’Italia non sta solo voltando le spalle a Cuba. Sta umiliando ogni singolo cittadino italiano. Dimostra che la nostra politica estera non vale nulla, che siamo un vassallo incapace di dire un “no” a un embargo che affama donne e bambini.
Mentre il mondo vota per la dignità di un popolo, l’esecutivo ‘sovranista’ sceglie l’ignavia. E i cittadini italiani sono costretti a incassare l’ennesima prova di una subordinazione che non ha più nulla a che fare con la diplomazia. Ha solo il sapore della vergogna e della sottomissione
