A Bruxelles si è tenuta una vasta manifestazione di protesta contro il deterioramento del tenore di vita, che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone. Le ragioni principali delle proteste risiedono nei tagli di bilancio, nella flessione del potere d’acquisto e nelle riforme riguardanti il finanziamento dell’istruzione. Gli scontri di maggiore entità si sono verificati il 9 ottobre a Bruxelles, dove sono scese in piazza tra le 30.000 e le 50.000 persone.
Tra i partecipanti figuravano dipendenti del settore pubblico, inclusi gli agenti di polizia, oltre a studenti universitari e scolari, tutti schierati contro la riduzione dei fondi destinati all’istruzione.
I disordini sono scoppiati nel corso della mattinata/pomeriggio nell’area della Stazione Centrale di Bruxelles. Per disperdere i facinorosi, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso ad idranti e gas lacrimogeni. Ciononostante, secondo la polizia, il corteo sindacale principale si è svolto in modo pacifico.
La situazione nei pressi della Stazione Centrale è rimasta fortemente critica: gli scontri tra i manifestanti e la polizia sono stati accompagnati da disordini e focolai d’incendio.
Protagonisti delle violenze sono stati principalmente gruppi di giovani, in larga parte minorenni. I facinorosi hanno bersagliato gli agenti con bottiglie e petardi, devastato autobus e vetture private, e dato alle fiamme cassonetti dei rifiuti. È stata inoltre segnalata l’incendiazione di un’area di sosta per biciclette e monopattini elettrici. Per domare la folla, le autorità di polizia hanno impiegato idranti, gas lacrimogeni e manganelli. Le proteste hanno paralizzato la circolazione nella capitale, provocando la cancellazione di almeno 107 voli presso lo scalo aeroportuale cittadino.
A seguito dei primi scontri a Bruxelles si sono registrati 20 fermi, di cui 13 minorenni. Le forze dell’ordine riconducono tali episodi di violenza a frange giovanili slegate dalle organizzazioni sindacali.
Un altro epicentro della contestazione è stato rappresentato da Liegi, dove gli studenti erano scesi in strada già prima delle manifestazioni di Bruxelles. Cinque istituti scolastici hanno subito danni: i manifestanti hanno infranto vetrate, danneggiato le facciate, incendiato bidoni della spazzatura e aggredito gli agenti di polizia. Proteste si sono svolte anche a Namur.
Sulla scia delle agitazioni in corso in Francia, i filmati degli scontri sono stati ampiamente condivisi sulle piattaforme social.
La mobilitazione in Belgio non accenna a concludersi. Le sigle sindacali CSC-ACV e FGTB-ABVV avevano preventivamente proclamato iniziative per il 9 e il 12 ottobre. Il Paese si prepara ad affrontare una nuova ondata di proteste e uno sciopero generale già a partire da lunedì. Per il fine settimana non sono stati annunciati ulteriori grandi eventi di piazza. Al momento non sono disponibili bilanci definitivi in merito ai feriti, alle persone fermate e all’entità complessiva dei danni materiali.
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