Francesco Cecchini

Jean-Luc Mélanchon

La France Insoumise sta organizzando una campagna per uscire dall’energia nucleare e passare al 100% delle energie rinnovabili: eolico, energia marina, idraulica, geotermia, biomassa, fotovoltaico. Una votazione cittadina con riunioni pubbliche si è tenuta domenica 11 marzo e la prossima sarà il 18 marzo.                                                                                Nel frattempo Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, continua ad  attaccare  il cosiddetto partito dei media, le parti médiatique. In un blog energico e sanguigno Jean-Luc Mélenchon ha perforato il concetto di partito dei media. Altri filosofi come Régis Debray ne avevano parlato, ma mai con l’efficacia sintetica di Mélanchon che ha affermato che il partito dei media inocula ogni giorno la droga nei cervello distruggendo altre fonti di pensiero e informazione: organizzazioni politiche e culturali, movimenti sociali, sindacati e altro.Le critiche hanno provocato una reazione dell’l’Unione Nazionale dei Giornalisti della CGT (SNJ-CGT) che ha parlato di schiaffo per la stragrande maggioranza dei 35.000 giornalisti francesi che non possono essere confusi con coloro che sono  sottomessi ai poteri economici e politici. Sicuramente Mediapart è autonomo. Sin dalla sua origine, circa 10 anni fa,  la testata si è orientata verso un giornalismo di tipo investigativo ed indipendente da qualsiasi rapporto con la politica. Per preservare la propria indipendenza dal mondo economico, non ospita alcuna pubblicità. Sue  importanti inchieste giornalistiche sono state il “caso Bettencourt”, relativa ai presunti finanziamenti illegali della campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy quella sui finanziamenti da parte del governo russo al Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Mediapart racconta correttamente, pur con autonomia di pensiero La France Insoumise.

https://www.mediapart.fr

In Italia anche Potere al Popolo ha sofferto e soffre sulla propria pelle il potere mediatico dominante.

Viola Carofalo

Durante la campagna elettorale ha avuto un oscuramento mediatico totale, a parte qualcosa negli ultimi giorni. Non ha potuto contare su passaggi televisivi e qui quotidiani nazionali. Questo ha penalizzato non poco Potere al Popolo. La questione è però generale. Significativo è quanto affermato da Sabina Guzzanti, sostenitrice di Potere al Popolo, in un’intervista nell’ultimo numero del settimanale Left: “… bisogna tener conto che Salvini è in televisione da anni. Ed è qui, secondo me, la cosa ridicola: l’aver dato tanta visibilità ad una persona che mette in discussione la Costituzione, ma anche la civiltà. Questa è una responsabilità della televisione. E la verità è che, andando in giro per il Paese, non vedo un’Italia razzista. L’Italia raccontata dalla televisione è veramente terribile rispetto a quella reale. Non vedi gente razzista in giro, vedi delle persone che magari ripetono cose sentite dire…”

Gabriela Montaño

Quanto afferma Sabina Guzzanti è in armonia con quanto affermato recentemente da Lilly Gabriela Montaño Viaña, del MAS (Movimiento al Socialismo ) presidente della  della Camera dei diputati della Bolivia.  Da notare che sia lei che Evo Morales sono sostenitori di Potere al Popolo. Ascoltare le parole di Gabriela nel video:

https://www.youtube.com/watch?v=lurl8qTcOt0

Dopo la seconda guerra mondiale, la guerra fredda ci portò una nuova forma di propaganda da parte della stampa, della radio e della televisione, mascherata da informazioni, con la quale i poteri rivali fecero guerra psicologica alle dimensioni del pianeta. Da allora, la tecnologia ha solo accelerato e globalizzato il fenomeno, che oggi viene presentato come uno dei maggiori ostacoli alla consapevolezza della realtà da parte di individui e popoli. Questo vale anche in Italia dove la maggior parte dei giornalisti sono sotto la pressione della politica.

https://left.it/2016/05/19/otto-giornalisti-su-dieci-in-italia-sono-sotto-pressione-della-politica/

In Italia non c’è qualcosa di simile a Mediapart. Media che garantiscono un’informazione corretta sono il quotidiano Il Manifesto, il settimanale Left, alcuni blog come Contropiano, Ancora Fischia Il Vento e altri. Poca cosa di fronte al potere mediatico imperante. La crescita è affermazione di un’alternativa politica, come quella proposta da Potere al Popolo, richiede anche una crescita e diffusione di un’informazione alternativa al potere mediatico imperante.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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