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L’ennesimo attacco israeliano contro l’Iran ha confermato ciò che molti osservatori internazionali sostengono da tempo: Israele non cerca la pace, ma agisce come potenza militare incontrastata, immune da qualsiasi forma di responsabilità internazionale. L’azione – condotta con precisione chirurgica contro un sito nucleare iraniano – ha avuto conseguenze immediate e gravissime: le trattative sul nucleare tra Teheran e Washington, già fragili, si sono interrotte bruscamente.

Non è la prima volta che Tel Aviv sceglie la via dell’unilateralismo armato. Negli ultimi anni, sono stati uccisi diversi scienziati iraniani, spesso civili non coinvolti direttamente in conflitti armati, assassinati mentre si trovavano nelle loro abitazioni, con le loro famiglie. Si tratta di veri e propri atti extragiudiziali, in violazione del diritto internazionale, che dovrebbero sollevare l’indignazione delle istituzioni globali.

E invece no. L’Occidente tace, o peggio ancora giustifica. Quando è Israele a colpire, tutto viene normalizzato: si parla di “azioni preventive”, di “sicurezza nazionale”, di “diritto a difendersi”, senza mai mettere in discussione la legalità o le conseguenze di queste azioni.

Colpire impianti nucleari, come nel caso recente, non è soltanto una violazione del principio di sovranità nazionale, ma comporta rischi ambientali e umanitari enormi. Un’escalation simile potrebbe innescare un conflitto regionale su larga scala e mettere in pericolo milioni di civili.

L’ipocrisia mediatica è sconcertante: se un altro Stato – Iran, Russia, Cina – avesse agito in modo simile, le reazioni sarebbero state immediate e durissime. Ma quando è Israele a operare fuori da ogni regola condivisa, si chiudono gli occhi.

Questo doppio standard mina la credibilità dell’Occidente e allontana qualsiasi possibilità di pace duratura in Medio Oriente. Continuare a ignorare le violazioni di Israele non fa altro che rafforzare la percezione di un ordine internazionale ingiusto, dove il diritto vale solo per alcuni e mai per tutti.

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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