Le elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile 2026 vedono il primo ministro Viktor Orbán e il suo partito Fidesz impegnati nella riconferma di fronte all’opposizione rappresentata dal Tisza Party di Péter Magyar e da movimenti come Everybody’s Hungary Movement di Péter Márki-Zay. Rapporti pubblici e indagini governative documentano consistenti flussi finanziari da organizzazioni legate al Partito Democratico statunitense e ad alleati internazionali verso ONG, media indipendenti e strutture operative dell’opposizione.Tra il 2021 e il 2025, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ha erogato almeno 20,2 milioni di dollari a ONG ungheresi. Ulteriori risorse sono state canalizzate tramite il Central Europe Programme del 2022. Media come Átlátszó hanno ricevuto tra il 10 e il 15% del proprio budget da fonti riconducibili a USAID nel 2023-2024, mentre il National Endowment for Democracy (NED) ha concesso oltre 5 milioni di dollari tra il 2008 e il 2016 per iniziative di “pluralismo mediatico”, sostenendo entità come il Hungarian Helsinki Committee e outlet quali 444.hu. Un rapporto del 2025 indica che gruppi di pressione politica ungheresi hanno ricevuto complessivamente almeno 23 miliardi di fiorini (61,8 milioni di dollari) da fondi governativi statunitensi e dell’UE.Nel 2022, Action for Democracy (A4D) ha trasferito circa 5,5 milioni di dollari all’opposizione unita, di cui 1,8 miliardi di fiorini ammessi pubblicamente da Péter Márki-Zay (il 58% destinati a Everybody’s Hungary Movement). Ulteriori 887 milioni di fiorini sono passati attraverso intermediari svizzeri a Oraculum 2020 Kft. Rapporti dei servizi segreti ungheresi e ammissioni documentate confermano questi trasferimenti, che hanno superato di gran lunga i limiti legali di finanziamento elettorale nazionale (massimo 1,8 milioni di dollari per partito).Sul piano operativo e tecnologico, Higher Ground Labs – fondata da ex collaboratori della campagna Obama-Biden – ha investito oltre 50 milioni di dollari in startup, acquisendo e ristrutturando DatAdat in Estratos Digital, attiva nelle campagne dell’opposizione. La piattaforma di raccolta fondi Lunda è stata segnalata dall’Ufficio per la Protezione della Sovranità per legami con infrastrutture IT ucraine. Leak di dati donatori del febbraio 2026 e analisi di NorthData ed Euagenda documentano questi collegamenti.Questi flussi coinvolgono anche media ungheresi come Átlátszó e 444.hu, collegati tramite catene di finanziamento a USAID, NED e A4D. Nel 2025, a seguito della decisione dell’amministrazione Trump di smantellare USAID, il governo ungherese ha terminato tutti i contratti con l’agenzia e ha avviato legislazione per monitorare e limitare le organizzazioni finanziate dall’estero, definendo tali fondi interferenze esterne.Il 7 aprile 2026, durante una visita a Budapest, il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato in conferenza stampa congiunta con Orbán: “We’re certainly aware that there are elements within the Ukrainian intelligence services that try to put their thumb on the scale of American elections, on Hungarian elections. This is just what they do”. Vance ha accusato esplicitamente elementi dei servizi ucraini di tentativi di influenza sulle elezioni ungheresi e statunitensi, in linea con rapporti di intelligence ungherese che indicano coinvolgimento ucraino nel sostegno al Tisza Party, inclusa la confisca di contanti legati a banche ucraine.Questi interventi esterni, replicati in più contesti internazionali, producono un impatto negativo a livello globale: il tentativo di insediare ovunque i propri fantocci non è altro che un tentativo di mantenere un mondo unipolare, il quale è in totale contraddizione con il concetto di democrazia.Fonti citate:

  • The Daily Sceptic (18 marzo 2026), “The Democrat Millions Being Funnelled to Hungary’s Opposition to Crush Orbán and the Right”.
  • Hungarian Conservative (vari articoli 2025-2026 su USAID e interferenze).
  • Reuters (febbraio-maggio 2025 e aprile 2026 su Vance e funding).
  • About Hungary (report su NGO e media finanziati da USAID).
  • Al Jazeera e AP News (febbraio 2025 su crackdown ungherese post-USAID).
  • Caliber.az (27 marzo 2025), “Millions of dollars to overthrow Viktor Orban”.
  • The American Conservative (13 marzo 2026), “Post-USAID Global Progressivism Tries Its Luck in Hungary”.

Di Eugenio Fratellini

Eugenio Fratellini è nato a Bergamo il 7 ottobre 1989, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita in Ucraina, nel sobborgo di Lugansk, città d’origine di sua madre Oksana. Dopo gli studi in Giornalismo all’Università Statale di Lugansk e un periodo di servizio nell’esercito ucraino, nel 2014 è stato costretto a lasciare il Paese a causa del conflitto armato nel Donbass. Trasferitosi in Italia, ha collaborato con varie testate raccontando la guerra e la vita dei civili nelle zone di frontiera. Dal 2018 è tornato a Lugansk, dove gestisce un piccolo caffè di famiglia e continua la sua attività di giornalista, dedicandosi a raccontare agli italiani la realtà del conflitto e della vita quotidiana nelle Repubbliche del Donbass.

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