Secondo le più recenti valutazioni dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), il pianeta potrebbe registrare un nuovo anno record per il caldo entro la fine del decennio. Le probabilità che almeno uno degli anni compresi tra il 2026 e il 2030 superi i livelli di temperatura raggiunti nel 2024 sono considerate molto elevate.


Gli esperti ritengono inoltre probabile che la temperatura media globale del prossimo quinquennio si mantenga oltre la soglia di 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale. A contribuire a questa tendenza sono soprattutto l’aumento continuo delle emissioni di gas serra e il possibile ritorno del fenomeno climatico di El Niño, atteso tra la fine del 2026 e il 2027.


Le Nazioni Unite invitano i governi ad accelerare la transizione energetica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e investendo maggiormente nelle fonti rinnovabili. Secondo gli esperti climatici, ogni incremento di temperatura evitato può ridurre significativamente gli effetti negativi sugli ecosistemi, sull’agricoltura e sulle popolazioni più vulnerabili.


Sebbene l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi stia diventando sempre più difficile da raggiungere, gli scienziati sottolineano che limitare il riscaldamento globale resta fondamentale per contenere i danni futuri.


Le proiezioni climatiche indicano inoltre possibili cambiamenti nei regimi delle precipitazioni: nei prossimi anni alcune aree dell’Europa settentrionale, del Sahel africano, dell’Alaska e della Siberia potrebbero registrare condizioni più umide, mentre la foresta amazzonica rischia di affrontare periodi sempre più secchi.


Fonte: Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM)

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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