Una pagina di 'Storie di ordinaria follia' di Charles Bukowski


Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla’, Lao Tze

È facile sentirsi una farfalla. Essere una farfalla. Essere i colori di una farfalla. Può vivere fino a 12 mesi o morire dopo pochi giorni, ma nel nostro immaginario la farfalla è felice, e chissà perché lo pensiamo. Forse sarà per il colore delle ali e per la leggerezza con cui vola o forse perché ci appare innocua e aggraziata. Eppure la sua è un’esistenza effimera. Ma cosa non lo è?

Il bruco è brutto. Ci fa senso solo a vederlo. Vive poche settimane o anche fino a due anni, ma la sua sorte è segnata e non ci intenerisce. Eppure, senza il bruco non esisterebbe la farfalla. È inconsapevolmente generoso. Dà la sua vita per un’altra. Sempre. Ci diciamo, è la natura, è una metamorfosi e non importa se muore.

La farfalla è leggiadra, non ha pensieri, non deve cercare, aspetta e sceglie il fiore su cui posarsi, poi vola via. Non crea, non dà, riceve soltanto. Non si fa domande, vive la sua breve vita intensamente ed è ammirata e riconosciuta.

Il bruco non vola, striscia. Non decide, subisce. Non è apprezzato e fa un po’ ribrezzo. Fatica a sopravvivere. È solo. Esiste per dare, per dare la vita. Aspetta di morire. Sa che deve morire. Ha paura? Di certo sa che deve morire. Chissà se lo consola sapere che con il suo sacrificio darà una nuova vita. 

Sei bruco o sei farfalla?

Il bruco è altruista suo malgrado, e non può essere altro, non dipende da lui, è così. La farfalla è una regina, prende quello che gli altri hanno dovuto dargli, nel caso del bruco è tutto.

Allora, sei bruco o sei farfalla?

Non ho dubbi, non sarò mai una farfalla. Non posso essere una farfalla e non voglio esserlo.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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