Novembre 29, 2020

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Libia le milizie di Haftar prendono Sirte

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Aggiornamento flash dai fronti della Libia del 6-1-2020

Sirte
Con un attacco a sorpresa, da erra e anche dal mare, l forze del gen. Haftar hanno preso il controllo prima di una importante base aerea e poi della vicina Sirte.
Sirte è una città chiave perchè toglie la possibilità di difendere una linea di questo fronte che sta ora collassando fin verso la città di Misurata.
Come è maturato questo attacco?
Sirte è quindi caduta oggi nelle mani di Haftar a causa del passaggio di una milizia tribale dalle GNA fedeli al Presidente Serraj alle forza LNA fedeli ad Haftar.
Inoltre si segnala il diretto impiego di forze egiziane dal mare, nei giorni scorsi era stata data notizia di una esercitazione navale con mezzi egiziani ed ora si comprende il perchè, parte delle forze che hanno occupato Sirte sono infatti sbarcate dal mare.
Ma è su un tavolo di trattativa che si trova la chiave di lettura per questo contraccolpo tremendo per le GNA, ll’intera 604° Brigata salafita è passata ad haftar, quindi Sirte è stat presa senza che vi fossero combattimenti reli, se non con alcune formazioni minori.


Si vocifera che molte decine o centinaia tra tecniche, blindati o carri, siano quindi ora in mano alle LNA di Hafta.
Principalmente ora il vantaggio di Haftar sta nel fatto di aver eliminato il rischio di una chiusura in sacca del suo saliente offensivo su Tripoli, per prima cosa, secondariamente di aver eliminato l’importanza strategica di Garyan che ancora è nelle mani delle GNA e che limitava fortemente la logistica offensiva.
Si mette quindi male per le forze di Tripoli coadiuvate ora da circa 2000 invii dalla Turchia sia di milizie che di soldati regolari.
Nei prossimi giorni, se dovessimo assistere ad ulteriori arrivi e all’inizio di un impiego dell’aviazione turca sui fronti , ecco che le cose potrebbero anche capovolgersi, nulla è ancora scritto, ma di certo ora la strada per le truppe GNA e alleati, tra cui anche l’Italia, è davvero irta di nuovi ostacoli e difficoltà.


Stefano Orsi