Ieri la luce è aumentata del 59% e questa mattina al mio solito distributore ho trovato il prezzo del metano per auto aumentato di ulteriori 80 centesimi. L’ennesimo segno più davanti a tutto, tranne che agli stipendi!

Gli aumenti di bollette, alimentari e trasporti si stanno mangiando salari e pensioni, e già si vedono i primi negozi, bar e pasticcerie che chiudono per l’impossibilità di sostenere i costi energetici. E la situazione pare destinata a peggiorare ulteriormente portando con sè pesanti licenziamenti.

Intanto la Germania annuncia uno scudo da 200 miliardi contro l’aumento del prezzo del gas e a protezione dell’economia tedesca nella guerra economica che ha investito l’Europa, e la Spagna introduce una tassa di solidarietà sui patrimoni oltre 3 milioni di euro per aiutare le fasce di popolazione più in difficoltà a causa del caro energia.

Il governo Draghi ha già bruciato 50miliardi nel caro energia senza riuscire a contenere l’inflazione e se il governo Meloni non interverrà con misure strutturali per fermare la speculazione, oltre alla guerra, l’economia del paese andrà rapidamente al collasso.

Mai come ora è necessario dal basso far nascere mobilitazioni contro il caro bollette, la guerra e l’economia di guerra per costringere il governo uscente e quello entrante ad abbandonare un atlantismo acratico e cambiare immediatamente la politica energetica del Paese.

Stefano Lugli PRC

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy