Mariacarmen Abascal (foto da elpais.com)

Mariacarmen Abascal vittima di un capitalismo invisibile e vigliaccamente nascosto

Aveva 87 anni, si chiamava Maricarmen Abascal, è stata sfrattata dalla ‘sua’ casa, dove abitava da oltre 70 anni, era malata, è morta ieri.

Pochi giorni fa era stata portata via a forza in barella.

Le immagini televisive hanno fatto il giro del mondo. Uno spettacolo indecente ed indegno in quella che continuiamo a chiamare la civile Europa. Ma per fortuna c’è chi, nonostante tutto, reagisce.

Mariacarmen, la nonna d’Europa.

Ed è anche per Lei che è nato il cosiddetto ‘movimento delle chiavi’, sorto in Spagna per il diritto alla casa.

Il palazzo dove si trovava la sua abitazione era stato acquistato da un fondo speculativo che subito aveva triplicato l’importo dell’affitto che Lei, come tanti altri, non era in grado di pagare. Poi è seguito lo sfratto. Lo sgombero in barella. La scomparsa in un letto d’ospedale.

Tutto questo avveniva mentre le destre spagnole bocciavano la legge proposta dal premier Pedro Sànchez e dal governo di Sinistra che favoriva il diritto alla casa.

Destra e Sinistra non sono la stessa cosa e non solo in Spagna, si sa. C’è chi sta dalla parte degli ultimi e chi invece sta dalla parte del più forte, di chi ha il potere economico e finanziario.

Oggi come ieri è sempre la stessa storia.

Mariacarmen è stata una vittima della speculazione immobiliare ed edilizia. È stata una vittima della logica del sistema. Del vero volto del capitalismo. Lì, dove conta solo il profitto e l’interesse di chi ha il potere, di chi può. Ed oggi lo fa senza avere un volto, dietro la facciata dei fondi finanziari. Un capitalismo invisibile e vigliaccamente nascosto.

Ma quando si tira troppo la corda si finisce per spezzarla. Un mondo dove i ricchi sono sempre più ricchi e dove i poveri sono sempre di più non può durare.

Crescono le diseguaglianze e le ingiustizie e poi ci si stupisce se qualcuno reagisce.

Gli studenti in Francia, il movimento per la casa in Spagna, focolai di proteste in diversi paesi europei contro il rialzo del prezzo delle risorse energetiche, contro il riarmo e contro il genocidio in Palestina.

È un popolo che rialza la testa.

Grazie a tutti coloro che oggi scendono in piazza, che non si limitano a mettere like sui social, che rischiano in prima persona, e lo fanno per tutti, lo fanno per noi.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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