La parità salariale di genere resta una chimera. E’ l’allarme lanciato dai sindacati Ue (Etuc) che hanno pubblicato una ricerca in merito. I dati di Eurostat mostrano che tale divario nell’Ue si è ridotto dell’1% negli ultimi otto anni, il che significa che le donne aspetteranno altri 84 anni per raggiungere la parità di retribuzione se le tendenze attuali continueranno. Nella tabella presentata da Educ si prevede che sarà la Romania la prima ad eliminare il divario ma solo perché i salari sono estremamente bassi sia per gli uomini sia per le donne. Segue il Lussemburgo (nel 2027), mentre l’Italia solo nel 2074. Peggio Germania e Francia, paese quest’ultimo dove ci vorranno “più di mille anni”. “Le grandi aziende fingono che si stiano facendo progressi nella riduzione del divario retributivo di genere attraverso misure volontarie. Ma le donne dovranno aspettare oltre 100 anni, se il cambiamento continuerà al ritmo attuale”, ha affermato in una nota il vicesegretario generale di Etuc, Esther Lynch che ha esortato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen “a sostenere la commissaria Helena Dalli e dare la priorità alle misure di trasparenza salariale che sono necessarie per compiere reali progressi verso l’uguaglianza”.

http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2020/10/5/53772-con-i-ritmi-attuali-il-divario-retributivo-di-genere/

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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