È la solita ‘Italietta, il primo provvedimento del governo Meloni premia la ‘furbizia’ e penalizza la serietà

Il primo atto del nuovo Governo dà ragione ai medici che non si sono voluti vaccinare. Il loro reintegro è un paradosso tutto italiano. Quando nelle corsie dei nostri ospedali si moriva di Coronavirus questi sanitari hanno fatto di tutto per essere esentati. Non vaccinandosi non solo hanno rappresentato un cattivo esempio scoraggiando i cittadini ad immunizzarsi, ma hanno messo a rischio la vita dei loro pazienti ed hanno costretto i loro superiori a spostarli o a sospenderli, limitando così le probabilità di essere contagiati.

Ora non solo sono stati reintegrati, ma si chiede anche di non utilizzarli nei reparti ad alto rischio. Lo scopo sarebbe quello di non mettere in diretto contatto i pazienti fragili con i medici e gli infermieri non immunizzati al Covid-19. Nei reparti dove più alta è la possibilità di contagiarsi devono continuare ad andare i sanitari che invece si sono vaccinati. Quelli cioè che hanno un alto senso del dovere e che considerano la loro professione come una missione.

Curnuti e vastuniati’ si dice in Sicilia.

È la solita ‘Italietta’. Questo provvedimento non sorprende. Si premia la ‘furbizia’ e si penalizza la serietà. Ancora una volta si irride chi ha il senso del bene comune e si gratifica, invece, chi pensa solo a sé stesso.

È la logica dell’individualismo e non sorprende che questo sia uno dei primi atti normativi emanati dal nuovo Governo. È solo l’inizio. Si prendono provvedimenti immediati per impedire a poche centinaia di ragazzi di ascoltare musica in un capannone, ma non si interviene se in quei capannoni si muore di lavoro o se due mila cittadini sfilano pubblicamente inneggiando al Duce e al fascismo.

No, non è un buon inizio di legislatura, ma era tutto scontato. 

REDNEWS

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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