Giugno 23, 2021

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Capo Verde: la destra mantiene la maggioranza

Il partito del primo ministro Ulisses Correia e Silva ha mantenuto la maggioranza in occasione delle elezioni legislative dello scorso 18 aprile.

La Repubblica di Capo Verde è composta da un arcipelago di dieci isole vulcaniche, abitate da poco più di mezzo milione di persone. Ex colonia portoghese, Capo Verde ha raggiunto l’indipendenza solamente nel 1975, in seguito alla lunga lotta portata avanti dal Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Partido Africano para a Independência da Guiné e Cabo Verde – PAIGC), che riuscì a liberare congiuntamente i territori della Guinea Bissau e di Capo Verde sotto la guida di Amílcar Cabral.

Di ispirazione marxista-leninista, il PAIGC si scisse nel 1981 in due partiti nazionali, e Capo Verde venne dunque governata dal Partito Africano dell’Indipendenza di Capo Verde (Partido Africano da Independência de Cabo Verde, PAICV). Nel 1991, il PAICV abbandonò definitivamente il marxismo-leninismo per spostarsi su posizioni socialdemocratiche, perdendo le elezioni pluripartitiche a vantaggio di una forza liberista, il Movimento per la Democrazia (Movimento para a Democracia, MpD). Da allora queste due forze si sono alternate al governo dell’arcipelago, elogiato dai media occidentali come “esempio di democrazia in Africa” proprio per vi di questa alternanza politica.

Le elezioni legislative di domenica 18 aprile hanno visto il MpD presentarsi forte della maggioranza ottenuta nel 2016, risultato che aveva portato alla nomina di Ulisses Correia e Silva nel ruolo di primo ministro. Il partito di governo ha confermato il proprio primato anche quest’anno, ottenendo il 50,01% delle preferenze, risultato che ha permesso al MpD di conquistare 37 seggi sui 72 che compongono l’emiciclo di Praia, il numero minimo necessario per ottenere la maggioranza assoluta in parlamento (Asambleia Nacional). Il MpD ha comunque subito un leggero calo rispetto alle elezioni di cinque anni fa, quando aveva superato la soglia del 54%, prendendosi 40 scranni.

Dal canto suo, il PAICV ha fatto registrare un leggero incremento di un punto percentuale, raggiungendo il 39,50%, ma non ha saputo approfittare del tutto del calo dei rivali, mantenendo esattamente i 29 rappresentanti che aveva nella precedente legislatura. Questo risultato non ha dunque permesso a Janira Hopffer Almada, candidata premier del PAICV, di diventare la prima donna a guidare il governo nella storia di Capo Verde.

Affermatasi nel 2006 come terza forza del parlamento capoverdiano, l’Unione Capoverdiana Indipendente e Democratica (União Caboverdiana Independente e Democrática, UCID) ha invece fatto registrare il suo miglior risultato di sempre, raggiungendo il 9,03% dei voti ed ottenendo quattro seggi. Nessuna delle altre forze ha invece superato il punto percentuale, restando dunque fuori dal parlamento. Vi sono ad ogni modo due seggi ancora da assegnare, i cui risultati non cambieranno comunque gli equilibri politici in maniera significativa.

Tale risultato ha infatti portato alla conferma del primo ministro Ulisses Correia e Silva alla carica di capo dell’esecutivo. Il 58enne, ex ministro ed ex sindaco della capitale, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni in seguito all’annuncio dei risultati: “È una grande vittoria, la vittoria di Capo Verde. Siamo riusciti a convincere i capoverdiani della correttezza della linea di condotta del governo in un momento molto difficile e della correttezza delle nostre proposte per il futuro”, ha affermato il premier.

Tuttavia, il compito del primo ministro non si annuncia affatto semplice. Fortemente incentrata sul turismo, che rappresentava quasi il 25% del PIL nel 2019, l’economia di Capo Verde ha subito un duro colpo nel 2020, subendo una recessione storica del 14,8% a causa della pandemia che ha interrotto i flussi verso l’arcipelago. Inoltre, proprio Capo Verde è stato uno dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19 nel continente africano in rapporto alla popolazione, con oltre 21.000 casi positivi e 198 decessi. Numeri non molto elevati in termini assoluti, ma che pongono Capo Verde al secondo posto nel continente, dopo le isole Seychelles, per quanto riguarda il rapporto tra casi positivi e popolazione, ed al quinto nel rapporto tra decessi e popolazione.

Per rilanciare l’economia nazionale, Ulisses Correia e Silva ha promesso una campagna di vaccinazioni a tappeto e nuove iniziative per diversificare l’economia dell’arcipelago, finanziando la ripresa attraverso settori diversi da quello turistico. Oltretutto, il premier ha solamente sei mesi per convincere l’elettorato di aver fatto la scelta giusta: ad ottobre, infatti, i capoverdiani saranno nuovamente chiamati alle urne per le elezioni presidenziali, con Jorge Carlos Fonseca (MpD) che andrà alla ricerca di un terzo mandato consecutivo dopo le vittorie del 2011 e del 2016, in quanto la costituzione del Paese africano non prevede un numero massimo di mandati. La principale forza d’opposizione, il PAICV, non ha ancora annunciato il nome del proprio candidato per questo appuntamento.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog

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