Torremuzza, 20 agosto 2020 - (foto di Erina Barbera)

‘Non sai se è come un seme che dà fiore, o polvere che vola ad un respiro …’

Tic… tac … tic … tac … si sente appena, è un ripetersi continuo, è il ticchettio della sveglia, di quella che c’era quando c’era Lei. Ora è lì a scandire il tuo tempo, quello che rimane del tuo tempo, del nostro tempo.

Sei nel silenzio della notte, ci sei tu e il tic … tac …, devi concentrarti per ascoltarlo e comunque riesci a sentirlo distintamente, ti fa compagnia, per un attimo interrompe i pensieri o li aiuta a tornare.

La lancetta dei secondi ha finito un giro ed un minuto non esiste più, ed un altro sta andando via, tic … tac … E poi ancora un altro, ed un altro ancora, continuerà a girare fino all’ultimo, fino alla fine, e sappilo, la fine è solo per te.

Non era precisa, ma era utilissima ed era a molla. Tutte le mattine o la sera qualcuno provvedeva a ricaricarla, oggi vai al tabacchino, compri una nuova pila, ed il tic … tac … ricomincia come per magia.

E’ un lento trascorrere del tempo e non puoi farci nulla. È un accumulo di pensieri, non dipendono da te, ci sono e torneranno ancora una volta. Poi più niente.

Le parole sono importanti, i silenzi sono importanti.

Tic … tac ..

‘Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo. Dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto, dove non soffriremo e tutto sarà giusto…’

Per godere della frescura serale dopo una calda giornata di luglio stavano seduti sullo scalino di casa a chiacchierare, a scherzare, a curtigghiari. ‘Nesci nu stari intra’, diceva. Ora di quei ‘vecchietti’, no, non è corretto scrivere ‘vecchietti’, neanche tra virgolette, per me non lo erano, quando sei adulto non esistono più i ‘vecchietti’, è una categoria che appartiene alla fantasia dei bambini, solo dei bambini. 

Ora di loro non c’è più nessuno. Il loro tempo è finito. Le lancette continuano a girare, ma non per loro. Di quei momenti è rimasto questo inutile pensiero e quello di chissà chi altro. 

Anche di noi non rimarranno che un’accozzaglia di immagini e parole, e non per sempre, solo fino a quando ci sarà qualcuno in grado ricordarli, di riviverli.

Affrettarsi non serve a nulla, affannarsi a fare, a dire, non serve a nulla, è solo e sempre un’inutile corsa contro il tempo, contro la vita, nel tentativo, per molti vano, di dimenticarsi sia pure per un momento.

Tic .. tac … continua a girare la lancetta dei secondi, … tic … tac … continua a trascorrere il tempo che ti è dato e non puoi fermarlo.

Fonti: Cirano e Argentina di Francesco Guccini

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: